Miscellanea documenti turchi :: documento n. 1367

n. 1367

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dati scheda

Identificazione

Numero documento: 1367

Datazione

Data iniziale: 18/08/1630

Data finale: 29/07/1631

Altra datazione: 1040

Note: Data critica (senza data) tradotta in anno Domini more comune

Data topica: Sarajevo

Mittente
  1. Mittente: Mehmed pascià

    Qualifica: beylerbeyi di Bosnia

Destinatario
  1. Qualifica: doge

Descrizione Marcantonio Vellutello, inviato da Venezia per la questione dell’arruolamento di soldati turchi al servizio della Repubblica ordinato con firmani imperiali, si è recato direttamente a Buda, senza passare dallo scrivente. A questi, mentre si trovava a Osijek (Ösek), pervennero a mezo del kapıcı altri firmani che ordinavano di inviare soldati in soccorso di Venezia, di scrivere all’imperatore invitandolo a non dare aiuto agli spagnoli che intendono aggredire Venezia e il duca di Mantova, minacciando altrimenti di compiere incursioni con tutte le truppe confinarie nel paese degli uscocchi, infine di arrestare e inviare alla Porta il sobillatore Girolamo {Fasaneo}. Ritornato il Vellutello da Buda, si è incontrato con lo scrivente e hanno discusso assieme con cura tutte le questioni. Una lettera e un messo furono inviati all’imperatore perché non desse aiuto alla Spagna e tenesse a freno gli uscocchi. Mentre lo scrivente, conformemente agli ordini del sultano, si proponeva di procedere all’arruolamento di soldati e archibugieri, giunse un inviato a nome Yasif, da parte del [provveditore] generale [in Dalmazia e Albania Antonio Civran], chiedendo soldati. Mentre il pascià si occupava attivamente della cosa giunsero nuovi ordini dalla Porta perché egli si recasse a Buda e pervenisse alla nomina di persona conveniente come principe di Transilvania, dove era scoppiata una ribellione. Prima di partire chiese ai due inviati veneti se preferissero attendere il suo ritorno da Buda oppure, per non perdere tempo, volessero piuttosto iniziare subito l’arruolamento, facendosi accompagnare da un agà. Essi preferirono attendere. {Fasaneo} intanto, che si era convertito all’Islam, fu chiuso in una fortezza perché non fuggisse. Sbrigato in due mesi a Buda quanto gli era stato ordinato, lo scrivente da Osijek inviò a Sarajevo con il suo kahya i due inviati veneti e il bagaglio, proseguendo poi verso i confini per l’arruolamento dei soldati. Dopo aver impartito disposizioni, passando per Banjaluka, si diresse a Sarajevo. Prima del suo arrivo colà Yasif, avendo avuto dal [provveditore] generale l’ordine di ritornare, era partito senza chiedere l’autorizzazione, per cui il kahya, che come dipendente temeva per la sua responsabilità, lo fece tornare indietro. Quando poi lo scrivente giunse Yasif fu congedato con la risposta per il [provveditore] generale. Prima dell’arrivo del pascià a Sarajevo Vellutello fu convocato davanti al mollà di Sarajevo da alcuni mercanti che erano stati depredati durante il ritorno da Venezia; per loro era giunto ordine di recuperare la refurtiva, che si trovava a Traù. Egli allora dichiarò di essere rappresentante del doge, per cui furono redatti sicil e hüccet. All’arrivo dello scrivente i mercanti protestarono insistentemente anche presso di lui, per cui venne scritto al [provveditore] generale. Quanto a {Fasaneo}, dal momento che si era fatto musulmano, fu scritto alla Porta chiedendo se doveva essere giustiziato o diversamente punito. Fu stabilito che venisse inviato a Costantinopoli, il che fu subito eseguito. Il [provveditore] generale intanto ha scritto che per il momento non occorrono soldati, riservandosi di chiederne in seguito. Lo scrivente non esiterà a mandarne o a fornire aiuto egli stesso. Loda quindi il comportamento di Vellutello e chiede che all’occorrenza venga di nuovo inviato presso di lui. Vellutello ha chiesto e ottenuto che venisse raccomandato ai mercanti di recarsi a Spalato, in quanto essi si dirigevano invece a Ragusa, perché a Venezia c’era un’epidemia. Anche l’ultima richiesta di Vellutello è stata accolta ed è stato inviato un agà, anche se Vellutello aveva richiesto un kapıcıbaşı, a quelli di Castelnuovo affinché diano il rimanente del grano che devono consegnare in cambio dell’olio da essi preso e si impegnino a non costruire caicchi, come stabilito nelle capitolazioni e secondo il volere del sultano.

Dimensioni

Base mm: 400

Altezza mm: 555

Lingua: Ottomano

Da: I "documenti turchi" dell'Archivio di Stato di Venezia. Inventario della miscellanea a cura di Maria Pia Pedani, Roma, 1994, pag. 372