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Ognissanti (Venezia)

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Ognissanti (Venezia) (1275 - 1807)

Nel 1472 alcune monache cistercensi del monastero di S. Margherita di Torcello si trasferirono, a causa delle cattive condizioni del luogo, in una loro proprietà sita nella parrocchia dei SS. Gervasio e Protasio, costruendovi una piccola chiesa in legno ed un monastero che dedicarono a Maria Vergine e tutti i Santi. Due anni dopo al primitivo gruppo si aggiunsero altre otto monache con il permesso del patriarca Matteo Girardi e venne eletta la prima badessa, Eufrosina Berengo, monaca cistercense professa in S. Matteo di Mazzorbo. Nel 1496 il pontefice Alessandro VI aggregò le monache alla Congregazione cassinese. Con le elemosine offerte dai fedeli venne ampliato il monastero e, nel 1505, venne iniziata la ricostruzione in pietra della chiesa, consacrata nel 1586. Le benedettine di Ognissanti furono chiamate a riformare altri monasteri dello stesso ordine: nel 1518, quattordici di esse, per volontà del patriarca Antonio Contarini vengono inviate nel monastero dei SS. Biagio e Cataldo alla Giudecca. Avocati i beni allo Stato con processo verbale 21 giugno 1806 in esecuzione del decreto del Regno Italico 8 giugno 1805, la comunità, per decreto del 28 luglio successivo, fu concentrata in SS. Biagio e Cataldo. A suo posto subentrarono le Cappuccine concette di Castello, le quali furono soppresse con processo verbale 12 maggio 1810, in esecuzione del decreto del Regno Italico 25 aprile 1810, per essere poi ripristinate nel 1820.

Bibliografia: GG, IV, p. 1108; DM, II, p. 149