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Savi all'eresia (Santo Ufficio)

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Savi all'eresia (Santo Ufficio) (1541 - 1797)

«La repressione dell'eresia spettava istituzionalmente al doge, supremo titolare del potere giudiziario. L'obbligo di promuovere, insieme ai consiglieri, l'elezione di magistrati super inquirendis hereticis entra nella promissione ducale con Marino Morosini (1249 giu. 13); qualche anno dopo (1256 feb. 14, Maggior consiglio) esiste il magistrato super patarenos et usurarios, uno degli antecedenti dei Giudici del piovego. Il 2 ago. 1289 viene accettata a Venezia l'inquisizione romana (Maggior consiglio). Questi i precedenti dei Savi all'eresia (sopra l'inquisizione degli eretici) che ne spiegano l'anomala procedura di elezione durante il primo cinquantennio. Il 22 apr. 1547 essi furono infatti istituiti dal doge e Minor consiglio, quale espediente per integrare, assistere e al tempo stesso controllare il tribunale canonico, composto, almeno formalmente, dal nunzio pontificio, dal patriarca e dall'inquisitore, francescano fino al 1560, poi domenicano; era così riaffermata la giurisdizione dello Stato in materia. La procedura di elezione fu in seguito gradualmente riveduta, profittando delle occasioni offerte dalle correzioni della promissione dogale: nel 1554, 5 giu., la votazione fu rimessa ai consiglieri, lasciando al doge il diritto di proposta, e nel 1556, 7 giu. all'intero collegio; finalmente nel 1595, 8 apr. l'elezione venne trasferita al Senato. La competenza del tribunale veneziano non era limitata alla diocesi, bensì esso fungeva, entro certi limiti, anche da organo centrale e di appello rispetto agli omologhi tribunali delle città suddite, dove i rettori parimenti affiancavano i giudici ecclesiastici. Sia questi che i laici potevano in taluni casi agire in proprio» (Guida generale, IV, pp. 1004-1005)

Bibliografia: Guida generale, IV, pp. 1004-1005; Da Mosto, I, p. 181; B. Cecchetti, Statistica, II, pp. 3-7.
P. F. GRENDLER, The Tre savi sopra eresia 1547-1605: a prosopographical study, in «Studi veneziani», n.s., III (1979), pp. 283-340; Processi del S. Uffizio di Venezia contro ebrei e giudaizzanti (1548-1560)-(1633-16.37), a cura di P. C. IOLY ZORATTINI, Firenze 1980-1992, voll. 10; A. DEL COL, Organizzazione, composizione e giurisdizione dei tribunali dell'Inquisizione romana nella repubblica di Venezia (1500-1550), in «Critica storica», XXV (1988), pp. 244-294.