Archivio di Stato di Venezia - Campo dei Frari, San Polo, 3002 - 30125 Venezia - tel. 041.5222281 - fax 041.5229220 - e-mail: as-ve@beniculturali.it
Sala di studio (antico refettorio)
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Novità
29/08/2017
Riproduzione di beni archivistici
Da oggi entra in vigore la legge 4 agosto 2017 n. 124, che modifica l'art. 108 del Codice per i...
19/07/2017
Avviso
È stato completato e messo on-line l’indice nominativo relativo alla confisca dei beni ebraici...
18/07/2017
Avviso
Si avvisa che i fondi archivistici indicati nell'elenco sono nuovamente consultabili. Elenco...
10/01/2017
Avviso
Si informa che dal 14 gennaio 2017 la sala di studio sarà temporaneamente chiusa il sabato e aperta...
14/09/2015
Giornate europee del patrimonio
Dettagli alla pagina Eventi ed iniziative.

  

    

Biblioteca



Dal 2006 fa parte del Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN), Polo SBN di Venezia. E' possibile accedere direttamente al catalogo attraverso l' Opac del Polo Veneziano, selezionando la Biblioteca dell'Archivio di Stato di Venezia.
Sono attualmente disponibili in rete circa 18.000 volumi.


La biblioteca di un Archivio di Stato è uno strumento indispensabile per assicurare conoscenza, ordinamento, conservazione e valorizzazione del patrimonio documentario custodito.
Non è una biblioteca di pubblica lettura ma una biblioteca interna, che secondo il regolamento degli Archivi di Stato del 1911, "serve specialmente agli impiegati dell'archivio; però gli studiosi possono chiedere nella sala di studio i libri necessari alle loro ricerche", ed in realtà il patrimonio librario, catalogato per autore e per soggetto, è a disposizione per le richieste di lettura dei frequentatori della sala di studio.
Le discipline specialmente rappresentate sono: storia generale e veneta, storia delle istituzioni, storia del diritto, paleografia, diplomatica, archivistica.

La consistenza, che nel 1877 era di 4329 volumi e 1230 opuscoli, supera ora le 71.000 unità inventariali. Gli incrementi si sono aggiunti ad un primo nucleo di libri già appartenuti alle biblioteche degli enti religiosi veneziani soppressi e provengono, in passato come al presente, in parte -minore- da acquisti, ed in parte da doni di enti e di privati; tra questi ricordiamo il dono delle biblioteche dell'avvocato Leone Fortis (1885) e degli archivisti Riccardo Predelli (1909) e Ferdinando Corrubia (1951). Importante fonte di accrescimento del patrimonio librario è il deposito obbligatorio presso l'Archivio di una copia di ogni pubblicazione che utilizzi i documenti qui conservati. Tale obbligo, sottoscritto dagli studiosi al momento della richiesta di ammissione alla sala di studio anche se troppo spesso disatteso, fa sì che la biblioteca possa conservare memoria degli studi compiuti e documentare il procedere della ricerca, raggiungendo in tal modo le sue finalità di strumento di conoscenza e conservazione del patrimonio documentario.

Un fondo speciale, le cui opere non compaiono negli schedari della biblioteca ma è consultabile tramite un inventario ragionato disposto per materia, è la Biblioteca legislativa. In essa l'archivista Bartolomeo Cecchetti volle fossero raccolti i testi normativi e la documentazione a stampa prodotti dalle amministrazioni centrali e locali succedutesi nei territori veneti e non veneti già appartenuti alla Repubblica di Venezia, dalla caduta di questa fino tutto l'ottavo decennio dell'Ottocento. Il Cecchetti, inoltre, conscio "dell'importanza storica universale" dell'Archivio veneziano, ricercò e riunì le principali pubblicazioni ufficiali degli stati esteri, con il preciso intento di continuare la tradizione dei diplomatici veneziani, che erano soliti "unire ai dispacci che dirigevano al Senato della Repubblica, gli editti e le pubblicazioni legislative emanate dai governi presso i quali erano accreditati". La Biblioteca legislativa fu incrementata fino alla fine del secolo, ed in modo assai più sporadico fino ai primi decenni del '900.

Il patrimonio bibliografico è aperto alla consultazione di chi è ammesso alla Sala di Studio; ma non è previsto prestito esterno né è consentita la fotocopiatura. Per opere non altrimenti reperibili e non protette dal copy-right è prevista la possibilità di chiedere una riproduzione su microfilm.
Gli schedari della Biblioteca sono disposti in antisala:
· fino al 1983 nelle cassette in legno comprensivo delle schede per autore e soggetto
· dal 1984 nei cassetti in ferrocomprensivo delle acquisizioni successive al 1984 e delle opere rischedate, suddiviso in:
- catalogo generale per autori,
- catalogo per autori e topografico della consultazione a scaffale aperto in sala studio,
- catalogo per autore dei volumi con collocazione Paleografia,
- catalogo per soggetti,
- catalogo delle ultime accessioni.

In sala di studio, sul tavolo di fronte all'entrata, è disponibile l'elenco della disposizione topografica delle opere a stampa a scaffale aperto, secondo il sistema di classificazione decimale Dewey.

[E. Barile]