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14/09/2015
Giornate europee del patrimonio
Dettagli alla pagina Eventi ed iniziative.

  

    

Progetto «Venice Time Machine»



Progetto «Venice Time Machine»

L’Archivio di Stato di Venezia, l’Ecole Politecnique de Lausanne e l’Università Ca’ Foscari stanno portando avanti un accordo per un’attività di digitalizzazione di serie documentarie e creazione di big data del grande Archivio veneziano, che potrebbe porsi come nuova frontiera per la conoscenza del passato attraverso i documenti archivistici.

Il progetto è inserito all’interno della più generale iniziativa della Venice Time Machine che il Politecnico di Losanna sta realizzando attraverso strumenti tecnologici innovativi, sulle base delle conoscenze storiche ed archivistiche degli operatori veneziani, per una conoscenza e raffigurazione della città e del suo Stato nel tempo e nello spazio.

Il primo anno di collaborazione fra Losanna e l’Archivio di Stato di Venezia si è incentrato sulla formazione di una banca-dati avanzata relativa ai fondi fiscali e catastali, presenti senza soluzione di continuità nell’Archivio veneziano dal XVI al XX secolo, con antecedenti del XIV.

Già nel XIV secolo, ma in modo organico a partire dal 1463, la Repubblica di Venezia impiantò un sistema di rilevazione delle ricchezze possedute dagli abitanti di Venezia e del dogado, ai fini di una tassazione diretta sugli stessi beni in passato sconosciuta. L’accertamento si basava sulle dichiarazioni dei proprietari, dette dichiarazioni di decima, sussunte poi in registri organizzati per poter dare un quadro immediato delle proprietà e dei cambiamenti dei proprietari e possessori nel tempo.

Infine interveniva il controllo dell’autorità pubblica, che formava nuovi registri, i catastici, in grado di caratterizzare anche topograficamente il bene.

Ricchissime sono pertanto le informazioni presenti in tali serie archivistiche. In primo luogo i possessori di beni, mobili ed immobili, in teoria tutti gli abitanti della città e del dogado, poi l’indicazione degli stessi beni, le loro localizzazioni, che permettono una mappa topografica dei possedimenti non presente per gli antichi regimi in nessun Archivio italiano, se si esclude Siena.

Questi dati sono colti nella loro diacronicità, attraverso passaggi di proprietà, nuove costruzioni o creazioni di beni, che per un periodo così lungo forniscono un quadro del tutto inedito, ed affascinante, dei movimenti di popolazione, dei beni scambiati, dello sviluppo di una città così centrale nella storia d’Europa.

Il recupero delle informazioni, dei big-data, non sta avvenendo con meccanismi tradizionali di trascrizione, assolutamente corretti ma lunghi e costosi, bensì mediante l’elaborazione di software dedicati che siano in grado di trarre dalla strumentazione di corredo coeva modalità di navigazione automatiche atte a condurre all’informazione cercata.

Contestualmente Il Politecnico di Losanna e l’Archivio di Stato di Venezia, con il contributo prezioso di Ca’ Foscari, stanno elaborando una tecnica di riproduzione dei documenti attraverso la Tomografia assiale computerizzata.

La ricerca si basa sulla presenza di inchiostri ferrosi all’interno dei documenti del tardo medioevo e dell’età moderna che interagiscono con i raggi X, fornendo un’immagine leggibile del contenuto dell’oggetto trattato, come accade in campo medico con le TAC ormai tradizionali.

Quando la tecnica sarà collaudata sarà possibile riprodurre la documentazione archivistica senza aprire i registri né le filze. Si può soltanto prefigurare l’enorme vantaggio che ne deriverà in termini di costi e tempi.

In secondo luogo si sta sperimentando l’applicazione della lettura ottica automatica ( OCR ) ai documenti manoscritti, mentre oggi tale tecnologia è in uso per i soli documenti stampati. In questa fase si sta lavorando sulle equivalenze fra tratti scrittori per le stesse parole, puntando a consentire il riconoscimento ottico su documenti riprodotti in documenti diversi. E’ evidente che non si ritiene di poter arrivare in poco tempo a riconoscimenti integrali di intere pagine, ma la strada avviata sembra promettente per ottenere risultati intermedi ma di grande fascino.

Si tratterebbe di un passo avanti decisivo nella messa a disposizione dei contenuti dei documenti, senza dover ricorrere a trascrizioni lunghe e costose.

Per un quadro generale del progetto leggi l’introduzione al Convegno nazionale “La bellezza dei grandi dati”, svoltosi, a cura dell’Archivio di Stato di Venezia, il 26 novembre 2015 all’Archivio di Stato di Roma.

Intervento del d.r Raffaele Santoro, direttore dell’Archivio di Stato di Venezia